Parental control: ecosistema Apple

19 Settembre 2025 | Approfondimento tecnico

In un anno in cui l’intelligenza artificiale prende sempre più piede sui nostri device, da Gemini a GPT, passando per Claude e Perplexity, assieme alle possibilità crescono però i rischi.

Oggi analizziamo come il parental control classico non basta più per proteggere i nostri device e i loro, piccoli, utilizzatori.

In precedenza il parental control funzionava “setacciando” i testi alla ricerca di parole vietate. Ora invece se cercassimo solo tra i testi, i nuovi sistemi di comunicazione potrebbero non analizzare i contenuti multimediali di cui desidereremmo vietare la visualizzazione.

Un paio di cenni
Come funziona il parental control?

I sistemi di controllo basano, storicamente, il loro funzionamento sulla cosiddetta “ricerca a dizionario”.

Qualunque parola battuta su tastiera viene controllata e se presente nel “dizionario delle parole vietate” l’applicazione di controllo fa apparire a schermo un banner con scritto che l’attività non è permessa, inibendo altre attività.

Alcune applicazioni di parental control come Eset Parental Controlhanno fatto da pionieri negli anni dal 2010 al 2020.

I parental control più comuni contano il tempo di utilizzo di ogni applicazione, controllano che i siti web visitati non siano vietati (contenuti per adulti, violenti, di scommesse o altro) ma non sono in grado di entrare nelle applicazioni e analizzare il tipo di contenuto con cui si sta interagendo. Un esempio pratico: le applicazioni di parental control sono in grado di bloccare l’accesso a siti non autorizzati sul browser del cellulare (Google Chrome, Internet Samsung o Safari per iPhone) ma non sarebbero in grado di bloccare il consumo di materiale non autorizzato se questo venisse ad esempio scambiato in chat di messaggistica.

Questo tipo di parental control può essere definito “semplice”, è infatti facile superare i blocchi dato che il materiale multimediale scambiato nelle chat non può essere controllato.

Le funzionalità del parental control

Al giorno d’oggi le applicazioni si integrano sempre meglio con i sistemi nativi dei device.

Il primo consiglio infatti è quello di adottare il parental control nativo di Android o iOS, in base al proprio device.

Le opzioni a nostra disposizione saranno la limitazione dei tempi di uso, il blocco di navigazione su siti pericolosi e l’inibire l’installazione di app vietate.

È utile ricordare che il blocco della navigazione su siti pericolosi funziona molto meglio con i browser nativi (Samsung Internet e Google Chrome per Android, Safari per iOS) mentre non è garantito che funzionino con browser alternativi.

Per quanto riguarda l’inibire l’installazione di app vietate invece bisogna configurare gli account familiari. Sui dispositivi Apple funziona tramite gli account iCloud per minorenni (che sono amministrati dai familiari, maggiorenni) e che possono limitare, bloccare o diversamente concedere l’installazione di determinate applicazioni.

L’attivazione su Apple

L’attivazione di un account per minori su iPhone può essere fatto nelle impostazioni del telefono, cliccando sul proprio account iCloud (in alto nella lista)

Cliccare poi su “Family”

Cliccando poi in alto a destra sul pulsante per aggiungere un utente.

Selezionando poi che si vuole creare un account per minori.

Seguendo poi il processo di creazione si otterrà un account per minori, amministrato da quello degli adulti.

In un anno in cui l’intelligenza artificiale prende sempre più piede sui nostri device, da Gemini a GPT, passando per Claude e Perplexity, assieme alle possibilità crescono però i rischi.

Oggi analizziamo come il parental control classico non basta più per proteggere i nostri device e i loro, piccoli, utilizzatori.

In precedenza il parental control funzionava “setacciando” i testi alla ricerca di parole vietate. Ora invece se cercassimo solo tra i testi, i nuovi sistemi di comunicazione potrebbero non analizzare i contenuti multimediali di cui desidereremmo vietare la visualizzazione.

Un paio di cenni
Come funziona il parental control?

I sistemi di controllo basano, storicamente, il loro funzionamento sulla cosiddetta “ricerca a dizionario”.

Qualunque parola battuta su tastiera viene controllata e se presente nel “dizionario delle parole vietate” l’applicazione di controllo fa apparire a schermo un banner con scritto che l’attività non è permessa, inibendo altre attività.

Alcune applicazioni di parental control come Eset Parental Controlhanno fatto da pionieri negli anni dal 2010 al 2020.

I parental control più comuni contano il tempo di utilizzo di ogni applicazione, controllano che i siti web visitati non siano vietati (contenuti per adulti, violenti, di scommesse o altro) ma non sono in grado di entrare nelle applicazioni e analizzare il tipo di contenuto con cui si sta interagendo. Un esempio pratico: le applicazioni di parental control sono in grado di bloccare l’accesso a siti non autorizzati sul browser del cellulare (Google Chrome, Internet Samsung o Safari per iPhone) ma non sarebbero in grado di bloccare il consumo di materiale non autorizzato se questo venisse ad esempio scambiato in chat di messaggistica.

Questo tipo di parental control può essere definito “semplice”, è infatti facile superare i blocchi dato che il materiale multimediale scambiato nelle chat non può essere controllato.

Le funzionalità del parental control

Al giorno d’oggi le applicazioni si integrano sempre meglio con i sistemi nativi dei device.

Il primo consiglio infatti è quello di adottare il parental control nativo di Android o iOS, in base al proprio device.

Le opzioni a nostra disposizione saranno la limitazione dei tempi di uso, il blocco di navigazione su siti pericolosi e l’inibire l’installazione di app vietate.

È utile ricordare che il blocco della navigazione su siti pericolosi funziona molto meglio con i browser nativi (Samsung Internet e Google Chrome per Android, Safari per iOS) mentre non è garantito che funzionino con browser alternativi.

Per quanto riguarda l’inibire l’installazione di app vietate invece bisogna configurare gli account familiari. Sui dispositivi Apple funziona tramite gli account iCloud per minorenni (che sono amministrati dai familiari, maggiorenni) e che possono limitare, bloccare o diversamente concedere l’installazione di determinate applicazioni.

L’attivazione su Apple

L’attivazione di un account per minori su iPhone può essere fatto nelle impostazioni del telefono, cliccando sul proprio account iCloud (in alto nella lista)

Cliccare poi su “Family”

Cliccando poi in alto a destra sul pulsante per aggiungere un utente.

Selezionando poi che si vuole creare un account per minori.

Seguendo poi il processo di creazione si otterrà un account per minori, amministrato da quello degli adulti.

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